
Villa Ludovisi
Roma, Italia
La storia
A due passi da via Veneto, a Roma, sorge un piccolo padiglione da giardino, il casino, unico resto della Villa Ludovisi. Il cardinale Ludovico Ludovisi, nipote di papa Gregorio XV, lo acquistò nel 1621 e vi disegnò intorno un parco di oltre 30 ettari, in parte sopra gli antichi Horti Sallustiani. Negli anni Ottanta dell'Ottocento la famiglia vendette i terreni come aree edificabili, e alberghi, palazzine e le strade dell'attuale quartiere Ludovisi presero il posto del parco.
Il casino si è salvato, e con esso ciò che vi è dipinto. Nel salone del pianterreno il Guercino affrescò nel 1621 l'Aurora, la dea dell'alba, che guida il suo carro attraverso il soffitto. In un piccolo ambiente al piano superiore si trova l'unica pittura su soffitto nota di Caravaggio, Giove, Nettuno e Plutone, eseguita a olio su muro intorno al 1597 per un proprietario precedente, il cardinale Francesco Maria del Monte, suo primo grande protettore, che secondo la tradizione usava la stanza per l'alchimia.
La casa è ancora di proprietà privata e dal 2018 è coinvolta in una disputa ereditaria e in aste giudiziarie andate deserte, perciò le visite sono rare. Durante la mostra su Caravaggio del 2025 a Palazzo Barberini è stata aperta ai visitatori per alcuni mesi.
