
Alonso Sánchez Coello
1588 · Corona d'Aragona · Rinascimento spagnolo
La storia
Quando si immagina un ritratto reale spagnolo, rigido e magnifico, il modello immobile, vestito di nero su uno sfondo spoglio, si immagina una formula che Alonso Sánchez Coello fissò alla corte di Filippo II due generazioni prima dell'arrivo di Velázquez.
Apprese la maniera nelle Fiandre. Mandato al nord verso il 1550 a formarsi con Anthonis Mor, il maestro neerlandese della somiglianza sobria e minuziosa, assorbì quella fredda precisione e la scaldò con il colore preso dalla pittura veneziana. Intorno al 1560 era pittore di corte a Madrid, e Filippo II lo tenne accanto a sé per il resto della vita, fece da padrino a due delle sue figlie e passava dal suo studio.
Il suo compito era rendere visibile la dinastia degli Asburgo. Ritrasse il re, lo sventurato giovane infante don Carlos e le infante nello stile misurato e cerimonioso che la Spagna avrebbe conservato per decenni. Quando morì nel 1588, il suo allievo Juan Pantoja de la Cruz prese in mano le effigi reali e portò la stessa formula nel regno successivo.
Opere
6 opere
Dama con pellicciaAlonso Sánchez Coello, 1580
L'infanta Isabella Clara EugeniaAlonso Sánchez Coello, 1577
L'infante don CarlosAlonso Sánchez Coello, 1564
La dama con il ventaglioAlonso Sánchez Coello
Il principe don CarlosAlonso Sánchez Coello
Le infante Isabella Clara Eugenia e Caterina MichelaAlonso Sánchez Coello