
Antonio Bellucci
1654 · Repubblica di Venezia · Barocco
La storia
Antonio Bellucci arrivò alla pittura per una strada insolita. Secondo le fonti antiche, la studiò dapprima in Dalmazia, la costa veneziana al di là dell'Adriatico, mentre vi prestava servizio come soldato, e il suo primo maestro sarebbe stato un gentiluomo di Sebenico. Solo in seguito si stabilì a Venezia e si formò sui pittori allora in voga.
Verso il 1691, in gara con il pittore veneziano Gregorio Lazzarini, ottenne una tela grandiosa per la cattedrale di San Pietro di Castello, con il doge in preghiera davanti a Lorenzo Giustiniani, il primo patriarca di Venezia. Quella maniera scenografica lo portò poi verso nord. Nel 1709 l'imperatore Giuseppe I lo chiamò a Vienna, e le tele dei soffitti che vi dipinse per il palazzo dei principi del Liechtenstein sono ancora al loro posto. Da Vienna l'elettore palatino Giovanni Guglielmo lo volle a Düsseldorf, e dopo la morte dell'elettore, nel 1716, proseguì per Londra, dove i soffitti dipinti per il duca di Chandos andarono poi distrutti.
Tornò a Venezia nel 1722 e morì nel suo paese natale, Pieve di Soligo, nel 1726 o nel 1727. Le fonti antiche non concordano sull'anno.
