
Antonio María Esquivel
1806–1857 · Spagna · Romanticismo
La storia
Antonio María Esquivel si era costruito una carriera come il ritrattista della Madrid romantica quando, nel 1839, cominciò a perdere la vista. Pittore che non vedeva più, sprofondò nella disperazione e si gettò nel Guadalquivir, nella natia Siviglia. Fu tratto in salvo vivo. I colleghi scrittori e artisti del Liceo, il circolo letterario della città, fecero una colletta e lo mandarono da un noto oculista in Francia, e alla fine del 1840 aveva riacquistato la vista.
L'opera più nota della sua seconda vita è un ritratto di gruppo del 1846, oggi al Prado di Madrid. Vi si vede il poeta José Zorrilla leggere ad alta voce nello studio di Esquivel davanti a una folla di una quarantina di scrittori, pittori e musicisti dell'epoca, ciascuno di somiglianza riconoscibile, raccolti sotto una grande tela appesa alla parete. Vale insieme come galleria di ritratti e come registro di chi contava nella cultura del Romanticismo spagnolo.
Esquivel si dedicò soprattutto al ritratto e alla pittura religiosa, e scrisse un trattato di anatomia per artisti. Morì a Madrid nel 1857, a 51 anni, ormai membro dell'accademia di belle arti di San Fernando.

