Aristeas e Papias di Afrodisia

Impero romano


La storia

Di questi due scultori si conoscono soltanto le firme. Entrambi i centauri rinvenuti a Villa Adriana, presso Tivoli, recano sul plinto i nomi di Aristeas e Papias, insieme al nome della loro città, Afrodisia. Nient'altro della loro vita ci è giunto, e non sappiamo come si dividessero il lavoro.

Afrodisia, in Caria, nel sud-ovest dell'odierna Turchia, sorgeva vicino a cave di marmo pregiato ed era nota per una scuola di scultori abilissimi, molti dei quali eseguivano copie e varianti di celebri statue greche. Alcuni si trasferirono a Roma negli ultimi decenni del I secolo d.C., dove imperatori e ricchi committenti offrivano lavoro continuo e ben retribuito. Molto prima che la città fosse scavata, furono proprio statue firmate come queste a rivelare l'esistenza della scuola. I nomi di due afrodisiensi più tardi, Flavius Zenon e Flavius Andronicus, compaiono incisi sui plinti di statue rinvenute sull'Esquilino, a Roma. La maggior parte delle opere note della scuola, centauri compresi, risale al regno di Adriano, imperatore dal 117 al 138.

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Opere

2 opere