Arnolfo di Cambio
Repubblica di Firenze · Gotico
La storia
Nel 1300 il Comune di Firenze stabilì che maestro Arnolfo non pagasse più tasse cittadine per il resto della sua vita. La motivazione è scritta nella delibera stessa. A giudicare dai magnifici inizi della nuova cattedrale di cui era a capo, i fiorentini si aspettavano di avere una chiesa più bella e onorevole di qualunque altra in Toscana. La prima pietra di quella cattedrale, Santa Maria del Fiore, era stata posta nel 1296 su suo progetto.
Veniva da Colle di Val d'Elsa, una piccola città tra Firenze e Siena, e compare per la prima volta negli anni Sessanta del Duecento tra gli aiuti dello scultore Nicola Pisano, al pulpito marmoreo del Duomo di Siena. Seguirono circa due decenni a Roma e nell'Italia centrale, in cui lavorò insieme come scultore e come architetto. A Roma realizzò due cibori, i baldacchini di pietra innalzati sopra l'altare maggiore, uno per San Paolo fuori le Mura, terminato nel 1285 e firmato da Arnolfo con il suo socio Pietro, l'altro per Santa Cecilia in Trastevere nel 1293. A Orvieto firmò il monumento funebre del cardinale francese Guillaume de Braye.
Molto del resto è attribuzione. Giorgio Vasari, il biografo cinquecentesco degli artisti, gli assegnò Palazzo Vecchio e la chiesa di Santa Croce, e gli studiosi discutono ancora su entrambi. Perfino le sue date sono incerte. Nacque intorno al 1240 o al 1245 e morì a Firenze qualche tempo prima del 1310. Le statue che aveva scolpito per la facciata del Duomo furono rimosse quando la facciata medievale venne demolita nel Cinquecento, e diverse si trovano oggi nel museo della cattedrale, il Museo dell'Opera del Duomo.
