
Statua di Carlo I d'Angiò
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La storia
Intorno al 1277 il re che governava tutta l'Italia meridionale era anche un magistrato cittadino di Roma. Carlo d'Angiò, fratello minore del re di Francia Luigi IX, aveva conquistato il Regno di Sicilia nel 1266 e ricopriva la carica di senatore di Roma, a capo del governo della città sul Campidoglio, che papa Clemente IV gli aveva concesso per dieci anni. Arnolfo di Cambio lo ritrae in quel ruolo, seduto su un trono con protomi leonine, lo scettro in mano. Il volto, segnato dalle rughe, è fortemente individuale, e gli storici dell'arte lo considerano tra i primi ritratti di un sovrano vivente scolpiti in Europa dopo l'antichità.
La figura fu ricavata da un frammento di trabeazione di un edificio antico e lavorata ad altorilievo, per essere vista contro una parete. Era dipinta a colori vivaci e decorata con dorature, ancorata al muro a circa due metri da terra sotto un arco trilobato cuspidato, affiancato da due Trombettieri a rilievo, probabilmente nel Palazzo Senatorio. Non rispecchiò a lungo il suo potere. Nel luglio 1278 papa Niccolò III stabilì che nessun re o principe potesse essere senatore di Roma, e Carlo lasciò la carica alla scadenza del mandato, a settembre. Uno dei Trombettieri della cornice è esposto in questa sala.