Attribuito a Zanobi Strozzi
Repubblica di Firenze · Primo Rinascimento, Scuola fiorentina
La storia
Dietro questo nome ci sono tavole della National Gallery di Londra, che il museo assegna «probabilmente a Zanobi Strozzi». La formula «attribuito a» porta qui la stessa cautela. Strozzi veniva da una famiglia fiorentina benestante e lavorò soprattutto come miniatore di codici. Una sola tavola reca il suo nome, un'Annunciazione nello stesso museo, dove la parola ZANOBI si nasconde nel motivo dorato che orla il manto della Vergine. Tutto il resto si giudica per confronto con quel dipinto e con i suoi codici miniati.
Una di esse, del 1433 circa, è una stretta striscia della predella di una pala d'altare. Tre re coronati si inginocchiano davanti al Bambino e uno di loro si china a baciargli il piede. Il gesto della Vergine è molto vicino a quello del tabernacolo che Beato Angelico, il frate domenicano e pittore che Strozzi seguì da vicino, dipinse nello stesso anno per l'Arte dei Linaioli, la corporazione dei mercanti di lino. Le indagini tecniche hanno mostrato che una Natività oggi al Metropolitan Museum di New York fu dipinta sullo stesso pezzo di legno.
Un'altra, del 1450 circa, è un desco da parto, il vassoio di legno dipinto che le famiglie fiorentine regalavano per festeggiare una gravidanza o una nascita. Paride, il principe troiano, attende in armatura mentre Elena, riconoscibile dalle tre piume sul cappello, viene portata verso una barca sulle spalle di un giovane. Il palazzo rosa accanto a loro sembra copiare il progetto dell'architetto Leon Battista Alberti per Palazzo Rucellai a Firenze. Nel 1911 l'Encyclopaedia Britannica elencava ancora questo desco tra le opere di Benozzo Gozzoli, giudicandolo però già dubbio. La National Gallery acquistò entrambe le tavole nel 1857 dalla collezione Lombardi-Baldi di Firenze.

