Bramantino

Bramantino

1465–1530 · Ducato di Milano · Rinascimento


La storia

Il suo vero nome era Bartolomeo Suardi, ma tutti lo chiamavano Bramantino, il piccolo Bramante, dal nome di Donato Bramante, il grande architetto con cui si era formato a Milano. Il soprannome rimase a un pittore strano e difficile da collocare, amante della geometria nitida, della luce fredda e di figure che sembrano immobili in uno spazio quieto e silenzioso.

Lavorò per decenni in cui Milano passava di continuo dalle mani francesi a quelle dei duchi Sforza. Verso l'inizio del Cinquecento disegnò una delle cose più belle che ci restano di quel mondo, una serie di dodici arazzi dei Mesi eseguita per il condottiero e uomo di Stato Gian Giacomo Trivulzio, ogni mese una scena affollata dei lavori della stagione. Sono ancora a Milano, al Castello Sforzesco.

Per la stessa famiglia costruì una cappella funeraria accanto alla chiesa di San Nazaro, una severa stanza di pietra che mostra con quanta serietà prendesse l'architettura. Nel 1525, verso la fine della vita, Francesco Maria Sforza, l'ultimo di quella casata a governare Milano, lo nominò pittore e architetto di corte, in parte per ringraziarlo di essergli rimasto fedele mentre la città era sotto assedio.

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Opere

7 opere