Camillo Boccaccino

Camillo Boccaccino

1505–1546 · Ducato di Milano · Manierismo, Rinascimento


La storia

Tra il 1535 e il 1537 Camillo Boccaccino coprì di affreschi l'abside, la volta e il presbiterio di San Sigismondo. La chiesa sta appena fuori Cremona, nel luogo dove nel 1441 Francesco Sforza sposò Bianca Maria Visconti, le nozze che consegnarono la città agli Sforza. Quello che vi dipinse era nuovo per la Lombardia, ombra profonda con figure che ne spingono fuori, e i fratelli Campi, che guidarono la pittura cremonese dopo di lui, partirono da ciò che videro lì.

Il mestiere lo aveva imparato in casa. Il padre, Boccaccio Boccaccino, era il primo pittore di Cremona e dai propri viaggi aveva portato a casa il colore veneziano. Camillo andò oltre, studiando Tiziano di persona e raccogliendo l'eleganza allungata del Parmigianino, il pittore di Parma che in quegli anni stava cambiando il disegno della figura in tutta l'Italia settentrionale.

L'alta pala della Brera fu fatta per la chiesa carmelitana di San Bartolomeo a Cremona, con quattro santi in basso che guardano in su verso la Madonna nella luce. L'altro suo quadro alla Brera è una piccola Venere e Amore, arrivata al museo da una collezione privata e ammirata abbastanza perché il pittore e teorico milanese Giovanni Paolo Lomazzo le dedicasse un sonetto. Camillo morì a Cremona il 2 gennaio 1546, poco più che quarantenne.

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Opere

2 opere