Copia da Giovanni Paolo Panini
La storia
Giovanni Paolo Panini dipinse le stesse rovine più e più volte. Il portico di un tempio del Foro Romano, un arco trionfale o una celebre statua antica comparivano in una tela e tornavano in un'altra, ricomposti, con un diverso gruppo di piccole figure davanti. Questi capricci, vedute immaginarie costruite con monumenti reali, si vendettero con continuità per tutta la sua lunga carriera a Roma, e altri pittori li copiarono.
Copia da Giovanni Paolo Panini è la formula con cui un museo indica una di queste copie. L'invenzione è di Panini e la pennellata di un'altra mano, quasi sempre senza nome, e la formula non sostiene che Panini abbia mai toccato la tela. È più stretta di seguace di Panini, che indica un pittore che lavora alla sua maniera, perché una copia ripete un quadro preciso, che spesso si può ancora rintracciare e mettere accanto.
Una copia del genere porta di rado una data, e senza un documento la tela da sola difficilmente rivela se fu dipinta mentre Panini era in vita o molto dopo la sua morte, nel 1765.

