
Cornelius van Poelenburgh
1667 · Repubblica olandese · Barocco
La storia
Nella Roma degli anni 1620 una brigata di pittori olandesi e fiamminghi gozzovigliava insieme in una confraternita per scherzo che chiamavano i Bentvueghels, gli uccelli dello stesso stormo, e ciascuno riceveva un soprannome tra i bicchieri. Cornelis van Poelenburgh, giovane pittore di Utrecht formatosi là sotto Abraham Bloemaert, fu soprannominato Satiro.
Roma lo formò. Trascorse gran parte di un decennio a disegnarne le rovine e le morbide colline all'intorno, e divenne una figura di primo piano tra i primi pittori olandesi di paesaggio italianizzante, scene arcadiche assolate punteggiate di frammenti antichi e di piccole figure bibliche o mitologiche. Lavorava in miniatura, spesso su lisce lastre di rame che davano alla sua luce quella lucentezza.
Tornato a Utrecht prosperò, e la sua fama giunse tanto lontano che Carlo I d'Inghilterra lo chiamò a Londra a dipingere piccoli quadri da stanza per la collezione reale. Morì a Utrecht nel 1667, dipingendo ancora la calda luce del sud che aveva trovato da giovane.




