
Mercurio ed Erse
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La storia
Nel secondo libro delle Metamorfosi Ovidio racconta di Mercurio che, sorvolando Atene, scorge un gruppo di fanciulle di ritorno da una festa di Minerva con canestri inghirlandati di fiori. La più bella, Erse, figlia del re Cecrope, lo ferma in pieno volo, e il poeta lo paragona a un nibbio che gira sopra un sacrificio. Qui il dio si libra ancora tra le nuvole, con il bastone in mano, mentre Erse, vestita d'azzurro, cammina lungo il fiume con gli occhi bassi e dei fiori raccolti nella gonna. Il Mauritshuis data la tavola intorno al 1625. Larga meno di 27 centimetri, è firmata CP in basso. Appartenne agli statolder Guglielmo IV e Guglielmo V, nel 1795 fu confiscata dai francesi per il Louvre e tornò all'Aia dopo la sconfitta di Napoleone nel 1815.



