
Francesco Melzi
1492–1570 · Ducato di Milano · Alto Rinascimento
La storia
Quando Leonardo da Vinci morì in Francia nel 1519, lasciò i suoi manoscritti, i disegni e gli strumenti a un solo uomo: Francesco Melzi, un giovane nobile milanese che lo aveva seguito come allievo adolescente ed era rimasto al suo fianco fino alla fine. Melzi aveva accompagnato Leonardo da Milano a Roma e poi alla corte francese, facendogli da assistente e compagno nell'ultimo decennio del maestro.
Melzi era un pittore capace di per sé, formatosi alla maniera di Leonardo, ma la sua opera più duratura fu quella di custode. Portò l'intera eredità nella villa di famiglia a Vaprio d'Adda, vicino a Milano, e passò anni a ordinare le pagine sparse degli appunti. Da esse compose la raccolta poi nota come il Trattato della pittura, la cosa più vicina che possediamo al libro di Leonardo sull'argomento.
La cura finì con lui. Dopo la morte di Melzi nel 1570, il figlio Orazio vide poco valore in quelle carte e le lasciò in una soffitta, e nei decenni successivi la raccolta fu smembrata e dispersa. Gran parte di ciò che resta degli scritti di Leonardo passò prima per le mani di Melzi.



