Gaudenzio Ferrari

Gaudenzio Ferrari

1546 · Ducato di Milano · Rinascimento


La storia

Sopra il paese di Varallo, tra le colline dell'Italia settentrionale, si leva un poggio boscoso coperto di piccole cappelle, un Sacro Monte eretto perché i pellegrini che non potevano andare a Gerusalemme percorressero a piedi la storia di Cristo. Intorno al 1517 a Gaudenzio Ferrari fu affidato il compito di decorare diverse di quelle cappelle, e ciò che vi realizzò è difficile da classificare. Modellò le figure in terracotta dipinta, a grandezza naturale e a tutto tondo, poi dipinse le pareti alle loro spalle perché la folla sembrasse proseguire in lontananza. Entrando nella sua cappella della Crocifissione ci si ritrova dentro la scena, tra decine di figure d'argilla, alcune con capelli veri.

Ferrari veniva dalla vicina Valduggia e si era formato nella tradizione lombarda, tanto prossima al mondo di Leonardo da averne assorbito la morbidezza e l'interesse per i volti comuni. Lo portò in ogni cosa: gli affreschi della Passione che dipinse a Santa Maria delle Grazie di Varallo sono gremiti di dettagli umani precisi, un dolore che pare osservato più che recitato.

Lavorò in Piemonte e Lombardia per decenni, a Vercelli, Novara e infine Milano, quasi sempre per commissioni religiose di centri lontani dalle vie principali, ed è anche per questo che il suo nome viaggiò meno del suo talento. Sulla cupola del santuario di Saronno dipinse un vortice di angeli musicanti, più di 100, che suonano strumenti ancora oggi identificabili a uno a uno.

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Opere

5 opere