
Compianto sul Cristo morto
Dettagli
La storia
Tra il 1982 e il 1983 su questa tavola lavorò Pinin Brambilla Barcilon, la restauratrice che negli stessi anni era impegnata sul Cenacolo di Leonardo a Milano. Tolse a bisturi le vecchie ridipinture e, a pulitura finita, vennero allo scoperto i danni lasciati da tre restauri precedenti, che avevano asportato le velature soprattutto nel manto dell'angelo, nel fondo e nel cielo.
È un'opera tarda di Gaudenzio Ferrari. Il museo la data intorno al 1538-1540, altri l'hanno collocata verso il 1530-1535 o intorno al 1542, e vi riconosce la maniera possente e teatrale dei suoi ultimi anni. Proprio questa composizione, secondo il museo, servì da modello una decina d'anni più tardi a due pittori vercellesi, Bernardino Lanino e Giuseppe Giovenone il Giovane. In galleria arrivò nel 1832 come dono di Carlo Alberto, l'anno in cui il re, il 2 ottobre, giorno del suo compleanno, inaugurò a Palazzo Madama la sua Reale Galleria.



