Gerolamo Induno

1825–1890 · Regno Lombardo-Veneto, Regno d'Italia · Romanticismo


La storia

Nell'estate del 1849 un giovane pittore milanese fu ferito gravemente dalle baionette a Villa del Vascello, all'estremità occidentale di Roma, dove i volontari trattenevano le truppe francesi mandate a stroncare la breve Repubblica Romana. Gerolamo Induno aveva combattuto l'anno prima nelle Cinque Giornate di Milano, l'insurrezione contro il dominio austriaco, e dopo il fallimento era passato oltre confine in Ticino.

Si riprese e tenne insieme le due vite. Nel 1855 partì per la Crimea con i bersaglieri, la fanteria leggera piemontese, e dai suoi schizzi degli accampamenti e dei combattimenti ricavò dei quadri. Uno di questi, la battaglia della Cernaia, fu acquistato da Vittorio Emanuele II, allora re di Sardegna. Garibaldi, di cui seguì le campagne, lo chiamava il pittore del Risorgimento. Nel 1861 una giuria gli assegnò una medaglia d'oro per una tela sulla battaglia di Magenta e lui la rifiutò, per protesta contro i pittori che erano stati ignorati.

Quello per cui è più noto oggi è un quadro silenzioso. Triste presentimento, dipinto nel 1862, mette una giovane donna seduta sul bordo di un letto disfatto, in una stanza stretta, con gli occhi su una fotografia. Dietro di lei, in una nicchia, sta un busto in gesso di Garibaldi, e sull'anta della finestra è appuntata una stampa con i volontari in camicia rossa. Il fratello maggiore Domenico Induno dipingeva a Milano lo stesso genere di interni domestici, e i due lavoravano spesso fianco a fianco. Nel 1871 Gerolamo riprese la scena una seconda volta, con il volto della giovane cambiato e senza il busto di Garibaldi.

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Opere

1 opera