Giottino
1324–1369 · Italia · Trecento
La storia
A metà del 14° secolo, una generazione dopo che Giotto aveva rinnovato la pittura italiana, Firenze ricordava un pittore che chiamava Giottino, il piccolo Giotto, per quanto da vicino seguisse le figure solenni e solide del maestro. Il suo vero nome è ancora discusso. Vasari, che scriveva due secoli più tardi, lo confuse con altri, e da allora gli studiosi hanno cercato di distinguere un Tommaso di Stefano dalla leggenda.
Ciò che resta sotto il suo nome è poco, e questo rende ancora più prezioso l'unico capolavoro certo. La Pietà oggi agli Uffizi, dipinta intorno al 1365 per la chiesa fiorentina di San Remigio, mostra il Cristo morto pianto da un gruppo stretto e dolente, con due committenti del tempo inginocchiati ai lati, negli abiti dimessi dei loro giorni. Vasari ammirava il suo modo morbido e unito di trattare luce e colore, quella che chiamava pittura dolce e unita.
Giottino morì giovane, probabilmente sui quarant'anni, in un momento imprecisato degli anni Sessanta del Trecento, e non lasciò quasi nient'altro che si possa attribuire con certezza alla sua mano.

