
Giovanni Antonio Sogliani
1492–1544 · Repubblica di Firenze, Ducato di Firenze · Rinascimento, scuola fiorentina
La storia
Per secoli i domenicani di San Marco, a Firenze, hanno consumato i pasti sotto un affresco di Giovanni Antonio Sogliani. Dipinto nel 1536 sulla parete di fondo del refettorio, mostra san Domenico e i suoi frati seduti a una mensa vuota mentre gli angeli arrivano con il pane, e sopra di loro una Crocifissione con santi. Sogliani era una scelta naturale per il convento. Aveva lavorato nella cerchia di fra Bartolomeo, il pittore frate dello stesso San Marco, e le sue figure calme ed equilibrate proseguirono quella maniera dopo la morte di fra Bartolomeo nel 1517.
Il suo apprendistato fu proverbialmente lungo. Giorgio Vasari, pittore e biografo, sosteneva che Sogliani fosse rimasto più di vent'anni con Lorenzo di Credi, già allievo del Verrocchio. La cifra è esagerata, ma i documenti lo collocano nella bottega di Credi negli anni Dieci del Cinquecento, e nel 1531 fu esecutore testamentario del suo maestro.
Le sue commissioni andarono oltre Firenze. Nel 1521 dipinse il Martirio di sant'Acacio per la chiesa di San Lorenzo, e negli anni Trenta fornì tavole per l'abside del Duomo di Pisa. La sua Disputa sull'Immacolata Concezione, in cui i Padri della Chiesa discutono sotto la Vergine, si trova oggi alla Galleria dell'Accademia. Sogliani morì a Firenze nel 1544.

