
Jan van den Hoecke
1611–1651 · Paesi Bassi meridionali · Barocco
La storia
Quando l'arciduca Leopoldo Guglielmo, fratello minore dell'imperatore, si trasferì a Bruxelles nel 1647 per governare i Paesi Bassi spagnoli, portò con sé Jan van den Hoecke. Il pittore di Anversa doveva essere qualcosa di più di un artista di corte. Fu nominato anche custode della raccolta di dipinti dell'arciduca, una delle più grandi del Nord Europa, con circa 1.400 quadri e altre opere.
Van den Hoecke veniva dalla bottega più attiva di Anversa. Negli anni Trenta del Seicento fu uno dei principali aiuti di Pieter Paul Rubens e dipinse per gli archi trionfali che la città innalzò nel 1635 per accogliere il nuovo governatore, il cardinale-infante Ferdinando. Passò poi anni in Italia, studiando la scultura antica e la pittura di Guido Reni, il maestro bolognese, e nel 1644 fu accolto a Roma tra i Virtuosi al Pantheon, una ristretta congregazione di artisti. A metà degli anni Quaranta lavorava per l'imperatore Ferdinando III.
Per l'arciduca dipinse pale d'altare, allegorie e cartoni per arazzi, tra cui una serie sul passare del tempo. La raccolta affidata alle sue cure arrivò a contare 45 suoi dipinti, a quanto pare più di qualsiasi altro artista fiammingo. Tenne l'incarico solo pochi anni e morì nel 1651, a circa 40 anni. Gran parte della collezione dell'arciduca passò in seguito a Vienna, dove divenne il nucleo della pinacoteca del Kunsthistorisches Museum.
Opere
5 opere
La sibilla AgrippinaJan van den Hoecke, 1630
Allegoria sull'arciduca Leopoldo Guglielmo (1614-1662)Jan van den Hoecke, 1650
Il cardinale-infante Ferdinando d'AustriaJan van den Hoecke, 1634
Ferdinando III di Boemia e UngheriaJan van den Hoecke, 1634
Ercole tra il Vizio e la VirtùJan van den Hoecke, 1650