Kazimir Malevič

Kazimir Malevič

1878–1935 · Impero russo · Suprematismo


La storia

Nel dicembre 1915, con la Russia ormai da due anni in una guerra che stava perdendo e la rivoluzione non lontana, Malevič appese un piccolo dipinto raffigurante un quadrato nero su fondo bianco in alto, nell'angolo di una galleria di Pietrogrado. Quell'angolo era il luogo in cui, tradizionalmente, una casa russa custodiva la propria icona sacra, e tutti i presenti colsero il gesto. Chiamò la mostra 0.10, l'ultima esposizione futurista, e sostenne che la pittura dovesse essere riportata a zero e ricominciata da capo.

Chiamò la nuova arte Suprematismo: forme colorate e piatte che fluttuavano sul bianco, rispondenti al sentimento puro anziché ad alberi, volti o cose. Per alcuni anni dopo la rivoluzione del 1917 quest'opera radicale cavalcò l'onda del momento, e Malevič insegnò, pubblicò e costruì i suoi quadrati e le sue croci in un intero sistema di forme.

Poi la politica cambiò rotta. Sotto Stalin lo Stato voleva un realismo che la gente comune potesse comprendere, e l'astrazione fu spinta ai margini. Nel 1930 Malevič fu arrestato e interrogato per settimane, e negli ultimi anni tornò a dipingere contadini e ritratti riconoscibili, anche se spesso vi inseriva un piccolo quadrato nero come firma privata. Quando morì, nel 1935, gli amici lo composero sotto un quadrato nero, e ne segnarono la tomba con un altro.

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Opere

25 opere