
Massimo Stanzione
1656 · Regno di Napoli · Barocco
La storia
Napoli al principio del Seicento era la città d'arte più affollata e competitiva d'Italia, e i suoi pittori avevano fama di difendere il proprio terreno con ogni mezzo. In quel mondo giunse Massimo Stanzione, che trovò il modo di distinguersi. Dove lo stile dominante era il realismo duro e ombroso venuto da Caravaggio, Stanzione lo addolcì con la grazia e il colore caldo dei pittori bolognesi, e i contemporanei presero a chiamarlo il Guido Reni napoletano, dal nome dell'artista più ammirato dell'epoca.
Teneva la bottega più attiva della città e ne riempiva le chiese di pale d'altare. Il suo capolavoro è di solito indicato nel Compianto sul Cristo morto, dipinto intorno al 1638 per la Certosa di San Martino, il grande monastero che sovrasta Napoli, dove le figure piangono con una tenerezza inconsueta per il gusto locale.
Per decenni divise il vertice del mestiere con lo spagnolo Jusepe de Ribera, suo grande rivale. La fine di Stanzione venne con la sciagura che travolse l'intera città: la peste del 1656, che uccise forse metà di Napoli, e con ogni probabilità anche il pittore.

