Maestro del Crocifisso del Bigallo

Italia · Arte italo-bizantina


La storia

Una generazione prima di Cimabue, e due prima di Giotto, le chiese fiorentine erano ornate di alte croci dipinte alla maniera greca, piatte e su fondo d'oro, le figure più disegnate che modellate. Uno dei pittori che le producevano guidava quella che forse fu la prima bottega organizzata della città, e lo conosciamo solo come il Maestro del Crocifisso del Bigallo, dalla grande croce ancora custodita nel Museo del Bigallo, accanto alla piazza del Duomo di Firenze.

Fu attivo dal 1220 circa fino agli anni Sessanta del Duecento, quando i pittori italiani imparavano il mestiere da modelli bizantini, le pose rigide e i forti contorni scuri giunti da oriente sulle pagine dei manoscritti miniati. Sulle sue croci Cristo è mostrato vivo ed eretto, a occhi aperti, il tipo più antico che la generazione di Cimabue avrebbe presto sostituito con un corpo abbandonato e sofferente.

La sua opera più sicura è una piccola tavola con quattro storie della vita di san Zanobi, un antico vescovo di Firenze, oggi nel museo dell'Opera del Duomo.

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Opere

1 opera