
Maurice Utrillo
1883–1955 · Francia · Scuola di Parigi
La storia
Utrillo arrivò alla pittura come a una cura. Ancora adolescente a Montmartre beveva già molto, e sua madre, la modella d'artista diventata pittrice Suzanne Valadon, gli mise un pennello in mano sperando che il lavoro lo stabilizzasse. Continuò a dipingere tra ricoveri ripetuti e cure di disintossicazione per tutto il resto della vita.
Il suo soggetto cambiò poco: le strade fuori dalla porta, le case storte, la chiesetta di Saint-Pierre, gli ultimi mulini della collina. Spesso lavorava da economiche cartoline illustrate anziché dalla strada stessa, copiando la veduta e poi lasciando che la luce e l'intonaco scrostato prendessero il sopravvento. I collezionisti apprezzano soprattutto il suo 'periodo bianco', tra il 1909 e il 1914 circa, quando caricava la tela di bianco di zinco, talvolta mescolato con gesso, per cogliere l'esatto grigio calcareo di un vecchio muro parigino.
Portava un nome preso in prestito. Nato da Valadon e da padre ignoto, divenne Utrillo solo nel 1891, quando lo scrittore catalano Miquel Utrillo accettò di firmare le carte e dare al bambino di otto anni il proprio cognome.






