
Michail Matiushin
1861–1934 · Impero russo, Unione Sovietica, Russia · Avanguardia russa, Suprematismo, Cubofuturismo
La storia
Per una trentina d'anni Michail Matjušin si guadagnò da vivere come violinista nell'Orchestra di Corte di San Pietroburgo, e solo in età matura si dedicò pienamente alla pittura e alla rumorosa arte nuova che cresceva intorno a lui. Nel 1913 compose la musica per La vittoria sul sole, un'opera futurista messa in scena in un giardino di divertimenti di San Pietroburgo, su testo del poeta Aleksej Kručënych e con scene del giovane Kazimir Malevič. Uno dei fondali che Malevič dipinse per l'occasione, un quadrato diviso in nero e bianco, è il luogo in cui l'idea del suo celebre Quadrato nero comparve per la prima volta su un palcoscenico.
Gran parte del suo cammino lo condivise con Elena Guro, la poetessa e pittrice che sposò. La morte di lei nel 1913, a 36 anni, troncò un'unione che aveva contribuito a spingere l'arte russa verso il cubofuturismo.
In seguito seguì la propria strada. Insegnando a Pietrogrado, elaborò una teoria che chiamò Zorved, dalle parole russe per vedere e sapere, secondo cui uno sguardo allenato poteva cogliere molto più di quanto l'occhio di norma riferisca, perfino lo spazio dietro la testa. Dedicò gli ultimi anni al modo in cui i colori si comportano insieme e pubblicò un manuale del colore per artisti nel 1932, due anni prima di morire a Leningrado.