Nardo di Cione

Nardo di Cione

1320–1366 · Repubblica di Firenze · Gotico italiano, Scuola fiorentina


La storia

Nel 1348 la peste nera travolse Firenze e uccise forse metà della città. La pittura che venne dopo si fece più cupa e inquieta, e Nardo di Cione lavorò proprio nel mezzo di quel passaggio. Intorno al 1354 prese in mano le pareti della cappella della famiglia Strozzi in Santa Maria Novella, la grande chiesa domenicana di Firenze, mentre il fratello maggiore Andrea, detto Orcagna, dipingeva la pala che ancora vi si trova.

Nardo coprì tutte e tre le pareti con un'unica, sconvolgente scena del Giudizio Universale, il Paradiso da un lato e l'Inferno dall'altro. Per l'Inferno fece una cosa insolita. Seguì da vicino la geografia dell'Inferno di Dante, disponendone i cerchi e le pene con tanta cura che un visitatore poteva quasi leggere il poema sulla parete. Dante era morto appena una generazione prima, ed ecco che la sua visione dell'aldilà diventava l'immagine con cui si pensava alla dannazione.

Guardate dietro l'altare e c'è Dante in persona, tra i salvati del Giudizio. Nardo morì intorno al 1366, e gran parte di ciò che sappiamo di lui viene da quegli affreschi e dai registri fiscali che lui e i fratelli lasciarono a Firenze.

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Opere

2 opere