Paolo Veneziano

Paolo Veneziano

Repubblica di Venezia · Scuola veneziana, Gotico, Primo Rinascimento italiano


La storia

Nella Venezia del primo Trecento, la città guardava ancora a Oriente per la sua arte. I mosaici e le tavole a fondo oro seguivano modelli bizantini giunti da Costantinopoli, solenni e immutabili, e l'uomo che dirigeva la bottega di pittura più attiva della città lavorava pienamente in quella tradizione. Paolo Veneziano fu, di fatto, il pittore ufficiale della repubblica, cui erano affidate le commissioni più sacre.

Dentro la basilica di San Marco si ergeva la Pala d'Oro, una sfolgorante ancona d'oro e smalti che veniva scoperta solo la domenica e nei giorni di festa. Per i giorni feriali il doge Andrea Dandolo, il sovrano eletto di Venezia, chiese a Paolo e ai suoi figli di dipingerne una copertura. Terminata intorno al 1345 e nota come Pala Feriale, allinea santi e scene della vita di san Marco in file di tavolette luminose.

Ciò che distingue Paolo è un ammorbidimento che si può seguire di opera in opera. I rigidi volti bizantini cominciano a girarsi e a gesticolare, scaldati dalla nuova maniera gotica che risaliva dall'Italia centrale. Firmò e datò diverse sue ancone, cosa ancora insolita all'epoca, e formò i figli che tennero viva la bottega dopo di lui. Le sue tavole con l'Incoronazione della Vergine, oggi disperse tra i musei, dispongono ancora figure che appena imparano a muoversi come persone su quell'oro veneziano profondo.

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Opere

4 opere