
Peder Balke
1804–1887 · Norvegia · Romanticismo, Pittura di paesaggio
La storia
Per quasi tutto il Novecento quasi nessuno aveva sentito nominare Peder Balke. Morì nel 1887 in Norvegia, con i suoi quadri dispersi in poche collezioni scandinave e mostrati di rado, e bisognò aspettare il 2014, quando più di 50 di essi furono appesi alle pareti della National Gallery di Londra, perché il mondo dell'arte si accorgesse di lui.
Quello che vi trovò era un pittore molto in anticipo sul suo tempo. Nato povero nel 1804 nella campagna norvegese, Balke si formò dapprima come artigiano decoratore prima di farsi strada nella tradizione europea, e lungo il cammino incontrò i due uomini che plasmarono il paesaggio romantico del Nord, il tedesco Caspar David Friedrich e il norvegese Johan Christian Dahl. Nel 1832 compì un lungo viaggio fino al Finnmark, l'estremo nord, e vide con i propri occhi Capo Nord e le sue tempeste. Quelle coste divennero il tema di tutta la sua vita.
Verso il 1860 le commissioni si esaurirono e smise di dipingere per vivere. I piccoli pannelli che allora realizzò per proprio piacere sono l'opera per cui oggi lo si ricorda, scene minuscole e quasi monocrome di mare, nuvola e roccia, lavorate con pennello, dita e il raschio della spatola fino a qualcosa che sfiora in modo sorprendente l'astrazione, quella che sarebbe arrivata 50 anni dopo la sua morte.

