
Pedro Berruguete
1450–1504 · Corona di Castiglia · Rinascimento
La storia
Intorno al 1477 i registri della corte di Urbino, nell'Italia centrale, ricordano un pittore chiamato Pietro Spagnolo al servizio del duca Federico da Montefeltro, uno dei grandi mecenati del Rinascimento italiano. La maggior parte degli storici ritiene che fosse Pedro Berruguete, e in tal caso egli si trovò in una delle corti più raffinate d'Europa proprio mentre vi prendevano forma nuove idee sulla prospettiva e sul ritratto. Lavorò accanto al pittore fiammingo Giusto di Gand a una celebre serie di ritratti di uomini illustri per lo studiolo del duca, il suo studio privato.
Tornato in Castiglia intorno al 1482, Berruguete portò con sé quella doppia formazione. Mantenne il gusto fiammingo per il dettaglio e per l'oro e vi unì il senso italiano dello spazio, ed è per questo che viene spesso definito il primo pittore a portare in Spagna le idee del Rinascimento.
Le sue opere più discusse nacquero dalla giovane Inquisizione spagnola, allora vecchia di pochi anni. Per il convento di Santo Tomás ad Ávila dipinse san Domenico che presiede un autodafé, il giudizio pubblico degli eretici, con i condannati legati ai pali sul margine della tavola. Lo trattò come una cerimonia solenne, nei termini del suo tempo. Berruguete morì intorno al 1504 ad Ávila, e suo figlio Alonso divenne il più importante scultore del Rinascimento spagnolo, ragione per cui il padre è talvolta chiamato Berruguete el Viejo, il Vecchio, per distinguere i due.


