
Pier Francesco Mola
1612–1666 · Svizzera · Barocco
La storia
Pier Francesco Mola aveva quattro anni quando suo padre, pittore, lo portò da un paese vicino a Lugano, nell'attuale Svizzera italiana, fino a Roma. Roma lo trattenne per quasi tutta la vita, e i romani lo chiamavano il Ticinese, dalla regione da cui proveniva.
Si formò nella bottega tardomanierista del Cavalier d'Arpino e poi con Francesco Albani, maestro classicista bolognese, ma contarono di più due lunghi soggiorni altrove, a Venezia e a Bologna. Dalla pittura veneziana trasse il colore caldo e, soprattutto, i grandi cumuli di nubi e i boschi in ombra che riempiono i suoi sfondi. I contemporanei lo ritenevano al meglio nei quadri piccoli, dove un solo eremita o santo appare inghiottito dal paesaggio.
La Visione di san Bruno, dipinta intorno al 1660, è il quadro che continua a tornare. Bruno, fondatore del silenzioso ordine dei Certosini, s'inginocchia solo nel deserto nell'istante della sua visione. Mola trattò il soggetto più di una volta, e se ne trovano versioni dal Getty di Los Angeles alle chiese di Roma.

