Simone Cantarini

Simone Cantarini

1612–1648 · Ducato di Urbino, Stato Pontificio · Barocco, Classicismo bolognese


La storia

Nel 1647 Carlo II Gonzaga, duca di Mantova, lo chiamò a corte per un ritratto. Cantarini ci mise tanto tempo che il duca lo sollevò dall'incarico e, secondo lo scrittore bolognese Carlo Cesare Malvasia, che una generazione più tardi raccolse le storie che lo riguardavano, lo si era anche sentito giudicare con troppa libertà la quadreria ducale. Lasciò Mantova malato, arrivò a Verona e lì morì il 15 ottobre 1648, a 36 anni. Malvasia riferì il sospetto che un rivale lo avesse avvelenato. Non è mai stato confermato.

Il carattere se lo portava dietro dall'inizio. Nato a Pesaro nel 1612, figlio di un mercante, arrivò a Bologna intorno al 1634 nella bottega di Guido Reni, allora il pittore più celebre d'Italia. Lì imparò a incidere all'acquaforte e fece proprio il colore argentino di Reni al punto che da allora le opere dei due si confondono. Nello stesso tempo si rifiutava di seguire le sessioni di disegno della bottega e si rifiutava di tradurre in rame i disegni del maestro. La rottura arrivò verso il 1637. Tornò a Pesaro e poi passò a Roma, dove studiò gli affreschi di Raffaello.

Reni morì nel 1642. Cantarini rientrò a Bologna, aprì una propria bottega in palazzo Zambeccari e vi insegnò, con Lorenzo Pasinelli e Flaminio Torre tra gli allievi. Gli si riconoscono circa 37 lastre incise, quasi tutte di sua invenzione. Dipinse anche Reni, un piccolo ritratto tondo che si conserva in più di una versione.

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Opere

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