Vincenzo Cabianca

Vincenzo Cabianca

1827–1902 · Regno d'Italia · Macchiaioli, Realismo


La storia

Nell'estate del 1860 tre pittori si sistemarono alla Spezia, sulla costa ligure, con in testa un problema tecnico: che cosa fa una forma scura davanti a un muro bianco in pieno sole. Vincenzo Cabianca, Telemaco Signorini e Cristiano Banti dipinsero donne con le brocche e muri a mezzogiorno, e Cabianca tirò fuori un maiale nero contro l'intonaco bianco che gli amici presero per la dimostrazione più compiuta della macchia, la chiazza di tono posata intera, senza disegno sotto.

Ci era arrivato da Verona, dove era nato nel 1827 e aveva studiato all'accademia prima di due anni in quella di Venezia. Lasciò la città nel 1848, durante la guerra con l'Austria, e raggiunse Bologna. Nel 1853 era a Firenze, nel gruppo del Caffè Michelangiolo, e la compagnia di Signorini lo tirò fuori dal genere pittoresco verso qualcosa di più asciutto.

Il racconto non lo abbandonò mai del tutto. Nello stesso anno della Spezia dipinse i novellieri toscani del XIV secolo, figure in abito medievale davanti a un muro, un soggetto che qualsiasi accademico avrebbe approvato, illuminato come nessuno di loro avrebbe fatto. Nel 1861 andò a Parigi con Banti e Signorini. Dalla fine del 1870 visse a Roma, invitato dal paesaggista Nino Costa, lavorò sempre più all'acquerello ed espose regolarmente in Inghilterra. Un ictus nel 1893 non gli impedì di continuare a esporre, e morì a Roma nel 1902.

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Opere

1 opera