
Un maestro in cattedra con i suoi scolari
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La storia
Chi ha dipinto questa tavoletta si è divertito a sbagliare tutto. Il maestro è enorme rispetto agli scolari, la cattedra e il seggio non stanno sullo stesso piano, la lezione si tiene all'aperto. Gli studi la leggono come una presa in giro, dipinta con una ingenuità cercata: l'uomo veste alla moda del primo Cinquecento, ha foglietti di pergamena infilati nel copricapo e le pantofole ai piedi, e il tono caricaturale ha fatto pensare a una persona reale, forse un conoscente del pittore. Sul nome dell'autore non c'è accordo. Il catalogo nazionale la assegna ad Amico Aspertini, la Brera la tiene sotto un nome convenzionale, il Maestro di Violantria, dai tre frammenti di cassone in cui compare una eroina così chiamata. Altrove la tavola viaggia come San Cassiano, il maestro di Imola ucciso dai suoi allievi con gli stili di ferro. Misura 34 per 38 centimetri ed è arrivata in museo nel 1929, dono di Corrado Ricci.
