
Annunciazione con San Michele Arcangelo e San Godenzo
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La storia
L'8 giugno 1302, nell'abbazia di San Godenzo, sull'Appennino a nord-est di Firenze, i fuoriusciti bianchi e i ghibellini si riunirono per stringere un patto con gli Ubaldini, signori di quelle montagne. Tra loro c'era Dante. Poco più di due secoli dopo i monaci della stessa abbazia commissionarono ad Andrea questa Annunciazione, e il santo che assiste alla scena è proprio Godenzo, l'eremita a cui la chiesa era intitolata e che fuori di lì quasi nessuno venera. Di fronte a lui l'arcangelo Michele, in armatura. La tavola lasciò la montagna quando il cardinale Carlo de' Medici la volle per la famiglia, lasciando ai monaci una copia dell'Empoli da mettere sull'altare. Più tardi il supporto ligneo fu asportato e la pittura trasferita su tela, operazione che spiega la fragilità della superficie e le perdite di colore registrate nelle schede di restauro.




