Antonio Canova dopo la sua morte

Antonio Canova dopo la sua morte


Dettagli

Anno
1836
Tecnica
olio su tela

La storia

Quando Antonio Canova morì a Venezia il 13 ottobre 1822, tutta l’Europa ne fu colpita. Era ritenuto lo scultore più celebre del suo tempo, e il suo marmo freddo e classico aveva dettato il gusto della città per un’intera generazione. 14 anni dopo Placido Fabris dipinse questo piccolo quadro dello scultore morto, appena 44 per 53 centimetri, e lo firmò in un angolo «d’Alpago», dalle montagne vicino a Belluno da cui proveniva. Canova vi appare come un volto immobile e quieto nella morte, un’immagine fatta per la memoria più che per essere esposta. Il corpo tornò a Possagno, il suo paese natale, ma il cuore restò a Venezia. Estratto durante l’autopsia e chiuso in un’urna di porfido con l’iscrizione «il cuore del grande Canova», fu conservato dapprima qui, all’Accademia, e poi portato dall’altra parte della città, nella chiesa dei Frari, dove riposa ancora oggi.

Chiedi qualsiasi cosa su quello che hai letto. Scarica l'app.