Apoxyomenos

Apoxyomenos


Dettagli

Artista
Scultore romano ignoto (età imperiale)
Anno
50
Tecnica
marmo
Tipo
scultura

La storia

Lo chiamano Apoxyomenos, dal verbo greco che vuol dire detergersi. Gli atleti si ungevano d'olio prima delle gare e poi si toglievano olio e sabbia con lo strigile, una specie di cucchiaio ricurvo, ed è ciò che fa questo giovane, passandolo sul braccio destro teso in avanti.

È una copia in marmo eseguita intorno al 50 dopo Cristo da un'opera di Lisippo della sua tarda attività, intorno al 320 avanti Cristo, e la si collega di solito al bronzo di un racconto di Plinio il Vecchio. Verso il 20 avanti Cristo Agrippa, il braccio destro di Augusto, fece collocare quel bronzo davanti alle terme pubbliche che aveva costruito a Roma, e l'imperatore Tiberio se ne innamorò tanto da trasferirlo nella propria camera da letto, finché il pubblico del teatro non reclamò a gran voce il suo Apoxyomenos e Tiberio dovette restituirlo.

Il museo sottolinea come il braccio proteso crei spazio davanti al corpo e dia profondità all'immagine. Lisippo era noto per le teste più piccole e le membra più lunghe e snelle delle sue figure rispetto agli scultori greci precedenti. Il marmo venne alla luce nel 1849 a Trastevere, durante lo scavo di un edificio di età imperiale, e il vicolo del ritrovamento ne porta ancora il nome, vicolo dell'Atleta.

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