
Artemide Braschi
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La storia
Quando questa statua fu scolpita a Roma, verso la metà del I secolo d.C., lo stile arcaico della scultura greca aveva già più di 500 anni. Lo scultore vi tornò di proposito, per dare alla dea un'aria di grande antichità.
Il museo scompone i suoi prestiti uno per uno. L'acconciatura e la postura eretta, con le ginocchia tese, vengono dall'arte arcaica del VI secolo a.C. Le ciocche rigide che scendono sul petto rimandano al passaggio dal tardo arcaismo al primo classicismo. La testa, girata appena verso la sua destra, segue la maniera protoclassica del V secolo. E la veste sottile, schiacciata sul corpo da una folata di vento mentre gli orli svolazzano, ricorda la scultura greca intorno al 400 a.C. Per questo il museo la considera una creazione romana all'antica, composta di citazioni prese da più secoli.
Artemide avanza con passo leggero, la faretra sulla schiena, diadema e velo sul capo, e un cerbiatto le balza accanto alla gamba destra. Fu trovata nel 1793 negli scavi condotti per il cardinale Braschi, nipote di papa Pio VI, in un'antica villa vicino a Roma, e sulla veste restano ancora tracce di colore rosso.




