Battaglia di Pavia: resa e cattura del re Francesco I

Battaglia di Pavia: resa e cattura del re Francesco I


Dettagli

Anno
1530
Tecnica
lana e seta con fili d'oro e d'argento (arazzo)
Tipo
arazzo

La storia

Intorno al 1701 Cesare Michele Angelo d'Avalos fuggì da Napoli dopo una congiura fallita e impegnò a Venezia i sette arazzi di famiglia. L'ambasciatore di Filippo V di Spagna pensò di comprarli, poi lasciò perdere. Temeva che al re non sarebbe piaciuto vedere umiliato un suo antenato. Quel re umiliato è proprio qui. Il 24 febbraio 1525, nel parco di Pavia, l'esercito imperiale di Carlo V sconfisse i francesi e catturò Francesco I. A sinistra del centro un cavallo è crollato a terra, con la gualdrappa blu scuro seminata di gigli d'oro, e uomini in armatura sorreggono il cavaliere dall'elmo piumato. Sulle bardature e sui foderi delle spade il filo d'oro scrive i nomi dei comandanti. Per gli d'Avalos quella serie non era un arredo qualsiasi. Erano gli eredi del marchese di Pescara, che a Pavia guidava l'esercito imperiale. Gli arazzi tornarono alla famiglia, e nel 1862 l'ultimo del casato, Alfonso d'Avalos, li lasciò in eredità al Museo Nazionale di Napoli.

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