
Bernard van Orley
1541 · Paesi Bassi del Sud · Rinascimento, Romanismo, Rinascimento fiammingo
La storia
Verso il 1516 arrivarono a Bruxelles, da Roma, dieci enormi cartoni dipinti: i disegni di Raffaello per gli arazzi destinati alla Cappella Sistina, mandati al Nord perché era a Bruxelles che lavoravano i migliori arazzieri d'Europa. Bernard van Orley non varcò mai le Alpi, e non ne ebbe quasi bisogno. Il pittore italiano più celebre del momento si trovava, in fondo, srotolato nella sua stessa città, e van Orley ne studiò da vicino le figure.
Era già il primo pittore di Bruxelles e nel 1518 divenne pittore di corte di Margherita d'Austria, la reggente asburgica dei Paesi Bassi, per poi servire la sua successora, Maria d'Ungheria. Gran parte delle sue opere migliori non fu mai pensata come quadro. Disegnava cartoni per gli arazzieri, unendo le figure monumentali di Raffaello al dettaglio affollato e narrativo della tradizione fiamminga, e la grande serie delle Cacce di Massimiliano, una caccia al cervo distribuita nei mesi dell'anno, fu tessuta dai suoi disegni intorno al 1531.
Disegnò anche le vetrate della cattedrale dei Santi Michele e Gudula a Bruxelles, dove il suo vetro colorato è ancora visibile. Van Orley dirigeva una delle botteghe più attive della città e vi morì nel 1541, nella parrocchia in cui aveva trascorso quasi tutta la vita.
Opere
6 opere
Pala dei santi Tommaso e MattiaBernard van Orley, 1515
Battaglia di Pavia: resa e cattura del re Francesco IBernard van Orley, 1530
Cristo nell'orto degli ulivi con gli apostoli addormentatiBernard van Orley, 1520
La Sacra FamigliaBernard van Orley, 1522