
Campo Santi Giovanni e Paolo
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La storia
Nel luglio del 1725 il pittore Alessandro Marchesini, che a Venezia comprava quadri per il mercante lucchese Stefano Conti, scrisse al suo committente di un giovane vedutista le cui opere facevano stordire chiunque le vedesse. Conti era vedovo, non viaggiava più e voleva vedute di Venezia per ricordarla. In circa un anno Canaletto gliene dipinse quattro, e questo campo, datato 1726, è una di esse. È lo spazio davanti a Santi Giovanni e Paolo, la grande chiesa domenicana dove si celebravano i funerali dei dogi. La Pinacoteca richiama l'attenzione sulla prospettiva. Con l'aiuto della camera ottica Canaletto porta in primo piano lo sfondo, così che gli edifici in fondo appaiono vicini e nitidi. E le figure, nota ancora il museo, diventano parte della cronaca cittadina. Le quattro tele di Conti sono rimaste insieme. Nel 1832 erano nella casa londinese di Robert Townley Parker, poi appartennero a un collezionista di Montréal, e oggi sono tutte e quattro in questa sala.




