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La storia
Le due figure sono nate come un dio indù. Verso il 1916 Theo van Doesburg prese una statuetta indiana di Krishna che suona il flauto e la ridusse a cerchi, triangoli e barre, dipingendola due volte su un'opera a due pannelli, vista una volta di fronte e una di spalle. Il nero, il verde, il blu e l'oro smorzati sono voluti. Come molti della sua generazione leggeva la teosofia, una corrente spirituale che supponeva un ordine nascosto sotto il mondo visibile, e voleva che colore e forma rappresentassero quello stato interiore invece di copiare un corpo. È astrazione raggiunta attraverso la religione, non attraverso la geometria, dipinta su una lastra di cemento quattro anni prima delle sue prime griglie rigorose. Il flauto è ancora appena leggibile tra le linee oblique.



