Veduta immaginaria della Grande Galleria del Louvre in rovina

Veduta immaginaria della Grande Galleria del Louvre in rovina


Dettagli

Anno
1796
Tecnica
olio su tela
Tipo
dipinto
Dimensioni
115 × 145 cm

La storia

Al Salon del 1796 questa tela era esposta come numero 393, con un titolo asciutto, Rovine, dal quadro precedente. Il quadro precedente, il numero 392, era il progetto di Robert per la stessa galleria del Louvre, illuminata dall'alto e scandita da colonne. Qui quella sala migliorata è crollata. La volta non c'è più, il cielo entra dagli archi spezzati e la lunga prospettiva prosegue tra monconi di colonne fino a un'apertura lontana. C'è chi fruga tra le macerie, un fuoco fuma tra le pietre e al centro, ancora sul suo piedistallo, si erge una statua che un artista sta disegnando, l'Apollo del Belvedere.

Quando Robert espose il quadro, l'Apollo era ancora in Vaticano, e lui lo conosceva dagli anni romani. La campagna d'Italia di Bonaparte, in quello stesso anno, gli aprì la strada per partire. Il papa lo cedette con il trattato di Tolentino, e nel luglio 1798 entrò a Parigi in un corteo di capolavori imballati, diretto al museo che Robert aveva appena dipinto in rovina.

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