
Giuditta e Oloferne
Dettagli
La storia
Sul gradino sotto il letto la tela è firmata, IACOMO TENTORETO FAC. Il Prado la assegna comunque alla bottega di Jacopo Tintoretto e non alla sua mano. Per generazioni è stata letta come un'opera giovanile del maestro. Gli studi recenti la datano verso il 1577, quando Tintoretto era vicino ai sessant'anni e la bottega di famiglia lavorava a pieno regime.
Giuditta viene da un libro dell'Antico Testamento che le bibbie cattolica e ortodossa conservano e quella protestante mette da parte. La sua città, Betulia, è assediata dagli Assiri. Lei entra nel campo nemico, si fa ricevere dal generale Oloferne, aspetta che sia ubriaco e lo decapita con la sua stessa spada.
I veneziani preferivano i minuti successivi, e sono questi. Oloferne giace sul letto, a sinistra. La spada è a terra, insanguinata. Una serva infila la testa in un sacco. Giuditta sta in piedi in mezzo alla tenda, ancora negli abiti buoni che si era messa per farsi ricevere, mentre i pittori italiani del tempo la mostravano più spesso nuda.
Il letto scappa in uno scorcio violento e le figure si vedono molto dal basso perché la tela doveva stare in alto su una parete. Fu del marchese de la Ensenada fino al 1768, e l'anno dopo Carlo III la comprò per la corona spagnola.