
Gatti caleidoscopici III
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La storia
Il numero romano nel titolo è il residuo di una teoria. Nel 1939 lo psichiatra Walter Maclay trovò in un negozio otto immagini di gatti di Louis Wain e le mise in fila, da un gatto abbastanza realistico a uno quasi del tutto sciolto nel motivo decorativo, come testimonianza di una mente che si sgretolava per la schizofrenia. Questo foglio diventò il numero tre. La sequenza fu riprodotta per decenni nei libri di psicologia, e ancora nel 1972 una mostra al Victoria and Albert Museum di Londra definiva psicotiche opere come questa.
Secondo la Wellcome Collection, l'ordine di Maclay era un'ipotesi che nulla sostiene. I fogli non sono datati, e la stessa diagnosi è contestata, tanto che alcuni studiosi pensano piuttosto all'autismo. Gli otto fogli sono oggi conservati insieme al Bethlem Museum of the Mind.

