
L'aria
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La storia
Maillol lo chiamava marcottage, la parola dei giardinieri francesi per la propaggine, quando da un ramo ancora attaccato alla pianta madre nasce una pianta nuova. Nel 1938 la città di Tolosa gli aveva chiesto un monumento agli equipaggi dell'Aéropostale, la linea di posta aerea verso il Sud America, dopo che nel dicembre 1936 l'aviatore Jean Mermoz era scomparso sopra l'Atlantico meridionale. Lo scultore riprese un gesso che aveva già nello studio, una donna distesa pensata anni prima per un monumento al pittore Cézanne. Lo tagliò, lo ricompose, piegò in avanti il busto, sollevò una gamba e staccò un braccio dal corpo.
La versione in pietra, terminata nel 1939, fu inaugurata a Tolosa solo nel 1948, quattro anni dopo la morte di Maillol. Negli ultimi anni lui aveva rimesso mano al grande gesso, togliendo il panneggio e i sostegni necessari alla pietra, e la donna finì per poggiare soltanto sul fianco destro. Da quel modello derivano le fusioni in lega di piombo, sei in tutto, e questa è del 1962. Arrivò nel giardino di Otterlo in prestito, poi il direttore Bram Hammacher la acquistò e la fece collocare su un piedistallo di cemento, in cima a una piccola altura.

