Compianto sul Cristo morto

Compianto sul Cristo morto


Dettagli

Anno
1527
Tecnica
olio
Dimensioni
300 × 166 cm

La storia

Tre metri di altezza per una chiesa di clausura. Garofalo dipinse questa tavola nel 1527 per Sant'Antonio in Polesine a Ferrara, monastero benedettino dove le monache seguivano le funzioni da dietro la grata e il pubblico entrava poco. In quegli anni l'uomo che teneva occupato il pittore era Antonio Costabili, giudice dei savi di Ferrara dal 1510 proprio fino al 1527, l'anno scritto sul dipinto. La composizione rinuncia quasi del tutto alla profondità: i dolenti stanno schiacciati in primo piano e divisi rigidamente ai due lati di Cristo e della madre, così che il peso cada tutto sul corpo al centro. Dietro si apre un paesaggio luminoso, dipinto con gli accostamenti di colore che a Ferrara piacevano, e il pallore della carne di Cristo è la nota più chiara di tutta la tavola.

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