
La grande Penelope
Dettagli
La storia
Al Salon parigino della Société nationale des beaux-arts del 1912 Bourdelle presentò la sua Penelope a grandezza definitiva, e una parte della critica rimase sconcertata, parlando di un curioso ritorno all'arcaismo. La moglie di Ulisse, che attese il marito di ritorno da Troia per una ventina d'anni, qui non fa altro che aspettare. Un braccio le attraversa la vita, l'altra mano le regge il mento, e le lunghe pieghe verticali della tunica scendono come le scanalature di una colonna dorica. Bourdelle ci lavorò sette anni, dal 1905, guardando da vicino le statuette greche di Tanagra, e ne uscirono proporzioni lontane dall'ideale di bellezza che il Salon si aspettava. Nella figura si incontrano due donne. Il volto viene dalla prima moglie, Stéphanie Van Parys, la posa dalla sua allieva greca Cléopâtre Sevastos, che in seguito divenne la sua seconda moglie. Questo bronzo si trova all'aperto nel giardino delle sculture del museo ed è alto quasi 2,40 metri.
