
Democrito che ride
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La storia
Una vecchia scritta sul retro di questa tela sosteneva un tempo che l'avesse dipinta Rubens nel 1630. L'errore si capisce. Antoine Coypel la dipinse nel 1692, appena trentenne, dopo anni in cui l'Accademia di Parigi aveva discusso se il colore, il grande punto di forza di Rubens, contasse quanto il disegno. Coypel stava dalla parte del colore, e lo si vede nella pennellata sciolta e calda del berretto di pelliccia, della barba bianca, del mantello color vinaccia. Il personaggio è Democrito, il filosofo greco che, si diceva, rideva della follia degli uomini, e che i pittori di solito accoppiavano a Eraclito, che invece ne piangeva. Coypel quel compagno non lo dipinse mai. Incise però lui stesso questa testa all'acquaforte, probabilmente nello stesso anno, con quattro versi sotto. Dicono che questo allegro censore delle sciocchezze umane, che nulla aveva mai inasprito, avrebbe riso ben di più se fosse nato nel nostro secolo.
