
Satiro in riposo
Dettagli
La storia
Il viaggiatore Pausania racconta un aneddoto sullo scultore Prassitele e sulla sua amante, l'etera Frine. Lei gli chiese quale fosse la sua opera migliore, e lui non volle dirlo. Allora Frine fece entrare di corsa un servo che gridava che la bottega andava a fuoco. Prassitele esclamò che tutta la sua fatica era perduta se le fiamme prendevano il suo Satiro e il suo Eros. Ad Atene, nella via dei Tripodi, c'era un satiro di Prassitele, ma nessuno può dire se fosse questo, quello appoggiato.
Il museo attribuisce l'originale della figura a Prassitele, intorno al 330 a.C. Il giovane satiro si appoggia a un ceppo di vite nodoso e contorto, con una pelle di pantera sul corpo. Dall'altro lato una cista con una maschera teatrale sul coperchio fa da sostegno in più al marmo.
Si conoscono più di 100 copie romane di questa figura, e la Gliptoteca ne ha due. Questa fu scolpita nella seconda metà del II o all'inizio del III secolo d.C. L'altra, del I secolo d.C., ha perso la testa ed è un po' più alta e più slanciata.




