
Madonna della Cintola
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La storia
Nell'aprile del 1848, l'anno delle rivoluzioni, Pio IX concesse a Montefalco il titolo di città. Il comune lo ringraziò con un dono, questa pala che Benozzo Gozzoli aveva dipinto intorno al 1450 per l'altare maggiore di San Fortunato, la chiesa conventuale appena fuori dal paese. Da allora è rimasta nelle collezioni pontificie.
Il soggetto viene da una leggenda sugli ultimi giorni della Vergine. Tommaso non era presente alla morte e alla sepoltura di Maria, e non volle credere agli altri apostoli quando gli dissero che era stata assunta in cielo. Così Maria, salendo tra gli angeli, gli lascia la cintola fra le mani come prova. Nella predella, sotto, sei scenette raccontano la sua vita, dalla nascita e dallo sposalizio all'Annunciazione, alla Natività, alla Circoncisione e infine al Transito.
Nel 2015, dopo quattro mesi di restauro nei laboratori vaticani, la tavola è tornata a Montefalco per la prima volta dopo 167 anni. Fino alla primavera del 2016 è rimasta nel complesso museale di San Francesco, sollevata su un basamento per restituirla all'altezza dell'altare per cui era nata.

